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L'appello del popolo Yanomami a Bolsonaro: «Mandi via i cercatori d'oro o ci estingueremo»

Corriere della Sera - https://www.corriere.it/
02 de jun de 2020

L'appello del popolo Yanomami a Bolsonaro: «Mandi via i cercatori d'oro o ci estingueremo»
Sono il principale vettore di diffusione del coronavirus e minacciano la sopravvivenza degli indios, sprovvisti di anticorpi

E' uno dei momenti più tragici per il popolo Yanomami, che oggi lancia la campagna mondiale #ForaGarimpoForaCovid, uno dei più difficili della sua storia, segnata da eventi che si sono impressionati nella memoria di più generazioni, come quando nel 1993 un gruppo di cercatori d'oro assalì il villaggio di Haximú e assassinò brutalmente 16 di loro, tra cui un neonato.

Approfittando della pandemia e della copertura politica di Bolsonaro oltre 20.000 garimpeiros sono penetrati illegalmente nei loro territori, a nord del Brasile e al confine con il Venezuela, negli stati di Amazonas e Roraima, tra i primi per il numero di casi di Covid 19. Tre yanomami sono già morti, ma il rischio è che il 40% di loro possa subire il contagio del virus nelle zone di estrazione mineraria, dove i cacciatori d'oro, principale vettore di diffusione del virus, lavorano a stretto contatto con il popolo incontattato dei Moxihatatea, privi di anticorpi, i quali rischierebbero l'estinzione.

Secondo un recentissimo studio dell'Istituto Socio ambientale (Isa) realizzato in collaborazione con l'Università federale di Minas Gerais, l'attività mineraria è aumentata a causa dell'alto prezzo dell'oro e della crisi economica provocata dal Covid 19, con la distruzione di 2000 ettari di foresta, e a soli 5 chilometri dall'area mineraria risiede il 50% della popolazione Yanomami, 13899 individui che vivono in case comunitarie, e in un contesto sanitario molto carente.
Ad aggravare quelli che lo studio chiama «scenari alti di trasmissione», il fatto che gli Yanomami sono il popolo più vulnerabile alla pandemia dell'intera Amazzonia brasiliana, con una elevata incidenza di malattie legate a problemi respiratori, aumentata negli ultimi 10 anni del 300% negli over 50.

Quando tre anni fa incontrai a Boa Vista Davi Kopenawa, lo sciamano e leader Yanomami, sembrava che raccontasse quella storia da decenni, quasi stupendosi che si potesse ripetere sempre uguale: «E' tanto tempo che combattiamo i cercatori d'oro, parliamo con le autorità, con la polizia federale, con la Funai, ma nessuno fa niente per ritirarli» mi raccontò. Negli ultimi due anni il numero degli zatteroni era aumentato, arrivavano da Belem, da Manaus, da tutto il Brasile», continuò a riferire inquieto. Qualche giorno prima lui e alcuni suoi collaboratori avevano sorvolato con un aereo: «E' pieno di zattere, anche nei ruscelli, negli affluenti c'è distruzione, e hanno l'appoggio di politici e ricchi impresari di Boa Vista». Era preoccupato anche per i Moxihatetema, che definì «esseri umani che non vogliono avere contatto con gli altri», e vivevano in questo loro piccolo paradiso senza tempo, «i garimpeiros possono arrivare da loro in qualsiasi momento», disse angosciato, «e allora se arrivano i bambini muoiono, gli adulti muoiono, e non si viene neanche a sapere».

La campagna #ForaGarimpoForaCovid è una iniziativa del Forum dei leader Yanomami e Ye'kwana, e delle organizzazioni «Associazione Yanomami Hutukara» (HAY), «Associazione Wanasseduume Ye'kwana» (SEDUUME), «Associazione delle donne Kumirayoma Yanomami» (AMYK), «Associazione Texoli Ninam dello stato di Roraima» (TANER) e «Associazione Yanomami del fiume Cauaburis e affluenti» (AYRCA).

Gli Yanomami lanciano oggi anche una petizione per raccogliere almeno 100.000 firme con cui chiedere al presidente Bolsonaro di espellere i cercatori d'oro dal loro territorio. Nel testo i leader Yanomami scrivono : «Oggi, ancora una volta, siamo a rischio di una Xawara (epidemia), che chiamate coronavirus, portata dai non-indigeni. Le nostre comunità sono lontane dalle città e soffrono già per un aumento dei casi di malaria, con servizi insufficienti per curare i nostri parenti malati. Non vogliamo che la situazione peggiori con l'arrivo del coronavirus. Chiediamo un intervento urgente per prevenire la diffusione di altre malattie tra di noi. I cercatori d'oro entrano ed escono dalle nostre terre in cerca d'oro senza alcun controllo. Si spostano tra le nostre comunità senza alcuna protezione sanitaria : è solo questione di tempo prima che la Xawara Coronavirus si diffonda tra noi". Fiona Watson di Survival International, che sostiene le campagne Yanomami a livello internazionale insieme ad altre ONG, ha dichiarato oggi : «La sopravvivenza degli Yanomami come popolo dipende dall'espulsione dei cercatori d'oro. Mentre scriviamo, i loro fiumi sono contaminati dal mercurio, che è altamente tossico, la loro foresta viene distrutta, i loro figli muoiono di malaria e molti cercatori d'oro invadono le loro terre all'ombra della pandemia da coronavirus. È in corso una catastrofe umanitaria».

Ricordo il momento che arrivai a Catrimani, dentro la foresta, quando pilota del piper rallentò e l'aereo cominciò a scendere gradualmente, perdendo quota, volteggiò lentamente girandosi sopra la vegetazione, che era spettacolare e vicinissima. E ricordo il discorso struggente dentro la Maloca che fece la vecchia Marizinha, ritmico e musicale, guardandomi negli occhi. Gli indios hanno il modo di esprimersi dei poeti, in un linguaggio semplice, naturale, riescono a dare conto dei massimi sistemi: «Tu che sei dell'Italia, e sei venuto fino a qui a visitare la nostra terra, dò a te le mie parole perché tu possa portarle lontano e diffonderle» disse accorata, sillabando con dolcezza. «Io abito qui, i miei figli, i miei nipoti e pronipoti sono molti, per loro difendo la nostra foresta affinché possano viverci. Ci sono persone, invasori, che invece vengono per distruggerla, ma io non voglio questo, sono contro, diffondete le mie parole, portate le mie parole lontane, risalendo il fiume ci sono cercatori di oro che inquinano l'acqua che beviamo; non voglio che i miei figli, i miei nipoti si ammalino per causa di questo. Come vedi noi piantiamo qui i nostri orti e i nostri giardini, coltiviamo frutti, questi sono gli alimenti per i nostri figli. Vorrei correre lontano con te, diffondi queste parole ai politici, alle persone, dillo con forza, non voglio che i bianchi distruggano la nostra foresta, perché noi abbiamo bisogno di questa terra».

2 giugno 2020 (modifica il 2 giugno 2020 | 13:06)
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